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Laboratorio alta complessità

L’analisi condotta da AISLA, attraverso lo studio delle attività del Centro di Ascolto e Consulenza sulla SLA, – analisi coerente con i dati della letteratura sul processo di assistenza alla grave e gravissima disabilità – mostra che i modelli organizzativi territoriali, più o meno strutturati, rispondono efficacemente ai contesti clinico-sociali con complessità medio-basse.

Per complessità medio-basse si intendono fasi della malattia con tempi di adattamento codificati e/o ridotta sintomatologia.

Tali modelli, invece, non risultano essere in grado di dare una risposta completa ai contesti con criticità cliniche plurime – distress respiratori e psicoemotivi, disturbo cognitivo – e socio-economiche destrutturanti –assenza di caregiver, problematiche finanziarie, presenza di minori, logistica – .

La terza ed ultima giornata del Simposio sarà pertanto centrata sull’analisi di tre casi di alta complessità per i quali la platea sarà chiamata a collaborare con l’équipe del Centro di Ascolto Nazionale sulla SLA, con l’obiettivo di costruire una filiera assistenziale che possa essere in grado di prendersi cura della persona affetta dalla malattia e della sua famiglia, in un’ottica di to care and not to cure.